BLACK MONDAY - PAURA E DELIRIO A WALL STREET

BLACK MONDAY.

Wall Street, fine anni '80. Il lunedì nero del titolo è il 19 ottobre 1987, quando i mercati mondiali crollarono del 22%, più del doppio del martedì nero del 1929.

La serie abrasiva sul crollo del borse in onda su SKY ha per interprete principale Mo, interpretato da Don Cheadle, operatore di borsa politicamente strascorretto.

In tuta Adidas di puro acetato, capelli afro e collanone d'oro, sniffa cocaina da una Nes Light Gun della Nintendo, viaggia in Lamborghini, dice cose immonde sull'Aids.

Un tizio completamente pazzo, perfetto per quegli anni '80, tra decadenza e avidità, che hanno ispirato Oliver Stone per l'iconico WALL STREET, Martin Scorsese con THE WOLF OF WALL STREET, e il meno conosciuto 1 KM DA WALL STREET.

Purtroppo non è difficile credere che le malefatte descritte in BLACK MONDAY resistano ancora ai giorni d'oggi, perchè più le cose cambiano, più rimangono le stesse. Chi crea instabilità ha poca coscienza e la fa sempre franca.

BLACK MONDAY  affronta argomenti seri, e per farli digerire al pubblico usa l'umorismo intelligente e corrosivo, anche in modo esagerato, l'unica arma con cui far riflettere.


Certo per quanto riguarda la società gli anni '80 sono lontani anni luce. Le battute di allora oggi verrebbero bollate come razziste e sessiste. E allora non si salvava nessuno: neri, donne, asiatici, omosessuali, disabili.

Colonna sonora in perfetto stile anni '80 e un piccolo dettaglio biografico sul protagonista. Nel 1987, mentre tutto crollava, Don Cheadle girava HAMBURGER HILL - COLLINA 937.

Infine una curiosità: quello che sniffano davvero sul set è vitamina B12 . Una montagna.

LUC MERENDA, IL POLIZIOTTESCO (STRA)CULT

Luc Merenda. Bello, duro, scorretto. Come gli anni '70, di piombo e di celluloide.

Come i suoi leggendari film poliziotteschi - sparatorie, inseguimenti, belle donne e drammi morbosi.

Luc Merenda, 75 atletici anni, una filmografia lunga 40 titoli e un volto icona.

Del cinema di genere. Il B.A. Film Festival gli ha assegnato il premio alla carriera come "eroe del cinema popolare italiano".

Quando la polizia aveva la Giulia verde, Milano sparava, la città giocava d'azzardo... e le sale cinematografiche erano piene di fumo e di gente.

Altro che filmetti (e infatti oggi li rivalutiamo).

La critica stroncava, il pubblico accorreva. Luc, intanto, partito come fotomodello, diventava star.

Ma non voleva fare il commissario tutta la vita ("Altrimenti sarei entrato in polizia.."), rifutò di fare "Er Monnezza" e non fece mai il salto nel cinema d'autore.

Rimanendo, però, (stra)cult.

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